Su questo sito segnaliamo nuove uscite di saggi di interesse geografico e alcune delle recensioni a questi saggi pubblicate sulla Rivista Geografica Italiana.

Commons/Comune. Geografie, luoghi, spazi, città

Autore: Autori vari | Editore: Società di studi geografici, 2016
Il tema dei beni comuni ha suscitato negli ultimi decenni un notevole dibattito scientifico e culturale, ispirando al contempo movimenti sociali, sperimentazioni pratiche, proposte di definizione teorica e di inquadramento legislativo.

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Paesaggi terrazzati d’Italia. Eredità storiche e nuove prospettive

Autori: Luca Bonardi e Mauro Varotto | Editore: Franco Angeli, 2016
La presenza di versanti terrazzati a fini agricoli mostra in Italia aspetti di indubbia straordinarietà, in termini di superfici occupate e di varietà tipologiche. Il libro rende ragione di un’articolata distribuzione in rapporto ai fattori geologici, morfologici e climatico-ambientali, nonché alla luce delle specificità regionali dei processi insediativi, demografici e socio-economici.

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Equilibri artici. L’umanesimo ecologico di Jean Malaurie

Autore: Giulia Bogliolo Bruna | Editore: CISU, 2016
“Equilibri artici. L’umanesimo ecologico di Jean Malaurie” ripercorre l’itinerario intellettuale dell’eclettico studioso, “monumento” della cultura francese cui hanno reso un vibrante omaggio il mondo accademico e la sfera istituzionale. Attingendo a un ricco ed inedito materiale documentario, questo saggio, traduzione italiana di “Jean Malaurie: une énergie créatrice” (Parigi, Armand Colin, 2012) ne illustra la feconda creatività che si è espressa in una pluriforme – ma organica – produzione scientifica ed editoriale.

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Ecologia e libertà

Autore: André Gorz | Editore: Orthotes, 2015
L’intento primario di questa nuova traduzione di “Ecologia e libertà” (1977) è quello di favorire il rilancio del dibattito italiano sull’opera del fondatore dell’ecologia politica André Gorz. E’ un libro straordinariamente anticipatore. In esso la crisi della natura non si pone come esterna all’economia, alla società, alla politica; ne è semmai il volto estremo, il sintomo inaggirabile.

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Fermiamo il consumo di suolo. Il territorio tra speculazione, incuria e degrado

Autore: Paola Bonora | Editore: Il Mulino, 2015
Cosa intendiamo con consumo di suolo? Un prodotto della finanziarizzazione immobiliare e della rendita, di una pianificazione territoriale debole e compromessa, di ambiguità legislativa, e in più di speculazione, corruzione, opere inutili. Che significa disordine insediativo, invasione delle campagne, degrado paesaggistico e idrogeologico, incuria, ossia dissipazione dei patrimoni collettivi. Una formula di cui la retorica politica abusa senza che in realtà nulla cambi. È su questo che il libro ci invita a riflettere, analizzando lucidamente i contesti, i comportamenti, le implicazioni per la qualità della vita e dell’abitare, le relazioni sociali e le rappresentazioni culturali che concorrono a produrre e riprodurre il nostro ambiente di vita. E sottolinea l’urgenza di una coscienza del territorio capace di arrestare il processo e la sua irreversibilità.

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La costruzione delle Alpi. Immagini e scenari del pittoresco alpino (1773-1914)

Autore: Antonio De Rossi | Editore: Donzelli, 2014
Le Alpi, così come oggi noi le conosciamo e le percepiamo, non sono sempre esistite. Esse sono state “costruite” attraverso un duplice processo: quello della trasformazione del territorio alpino, della materiale immissione e implementazione, in quel contesto, di progettualità e manufatti umani; e quello della conoscenza scientifica e artistica, della costruzione di un immaginario, di una rappresentazione e messa in scena. Entrambi questi aspetti hanno conosciuto e conoscono una storia. Quest’opera – dedicata in particolare allo spazio alpino occidentale e impreziosita da un ricco apparato iconografico – affronta proprio questo tema: la modificazione dell’ambiente e del paesaggio montano nel periodo compreso tra la seconda metà del Settecento, momento della scoperta delle Alpi da parte delle società urbane europee, e il definitivo fissarsi, attorno ai primi anni del Novecento, di un’idea di montagna legata alla metamorfosi turistica operata dalla Belle Epoque.

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Viaggio alle regioni equinoziali del Nuovo Continente

Autore: Alexander von Humboldt (a cura di F. Farinelli) | Editore: Quodlibet, 2014
La Coruña: 5 giugno 1799, un giovane scienziato prussiano s’appresta a varcare l’Oceano Atlantico lasciandosi alle spalle non soltanto l’Europa ma il XVIII secolo. Fino ad allora i viaggi erano stati d’esplorazione, occasioni per allargare i confini del mondo conosciuto. La spedizione che Alexander von Humboldt compie insieme all’amico e botanico Aimé Bonpland è, come scrive Franco Farinelli nell’introduzione, “il viaggio dei viaggi, nel senso che la sua forma ne riassume e comprende tutti i generi e tutti i modi: dal viaggio sentimentale a quello d’esplorazione, dal viaggio scientifico a quello letterario (…) per tale motivo, lo spazio americano viene definitivamente acquisito, finalmente depurato di ogni mito e credenza, dalla cultura europea”. Tornato in Europa raccoglie quest’esperienza, scientifica, intellettuale e naturalmente avventurosa, nei trenta volumi del Voyage aux régions équinoxiales du Nouveau Continent. L’antologia, a cura di Franco Farinelli, traccia un quadro del personaggio e del viaggio ed è illustrata da Stefano Arienti.

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Italia desnuda. Percorsi di resistenza nel Paese del cemento

Autore: Francesco Vallerani | Editore: Unicopli, 2013
Che cos’è la bellezza, e cosa vale? Un semplice orpello, un dettaglio secondario sacrificabile sull’altare della crescita meramente quantitativa d’una presunta ricchezza che non si gode mai o il fattore costitutivo di qualsiasi possibile felicità? In che misura contribuisce al nostro equilibrio interiore lo sguardo su un ambiente non già miticamente “naturale”, ma antropizzato a misura d’uomo? E quanto dista l’autentico benessere da un benavere oggi riproposto come meta totalizzante nell’attesa di un Godot che lo pensano ormai in molti – non arriverà più? Queste domande possono trovare risposta guardando alle vicende dei paesaggi, il cui vistoso degrado è segno eloquente del fallimento d’una visione del mondo dominata dalla banalità dell’utile, non più in grado di elaborare utopie per più durature e appaganti sopravvivenze.

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