Cartografie del tempo. Una storia della linea del tempo

A cura di: Daniel Rosenberg e Anthony Grafton | Editore: Einaudi, 2012
Il tempo viene per lo più rappresentato sotto forma di linea: la metafora lineare è onnipresente in almanacchi, calendari, tabelle e grafici di ogni genere. Anche se nella sua forma moderna non ha nemmeno 250 anni, la linea del tempo fa talmente parte del nostro bagaglio culturale che si fatica a pensare ci sia stata un’epoca in cui l’abbiamo acquisita per la prima volta. “Cartografie del tempo” è la prima storia completa delle rappresentazioni grafiche del tempo in Europa e negli Stati Uniti dal 1450 a oggi. Dai manoscritti medievali fino all’era di internet, il volume prende in considerazione una vasta gamma di linee temporali che con le loro forme danno vita a emozionanti narrazioni

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Atlante mondiale delle migrazioni

Autore: Catherine Wihtol De Wenden | Editore: Vallardi, 2012
Fin dalle sue origini l’umanità si è spostata in maniera incessante alla ricerca di condizioni di vita migliori. Con la globalizzazione le dimensioni del fenomeno e la velocità degli spostamenti sono cambiate in maniera radicale: su una popolazione mondiale di oltre 6 miliardi di persone, circa 200 milioni sono migranti. Nel grande scenario dei movimenti delle popolazioni, ci sono da una parte persone spesso giovani e istruite che, per sfuggire a crisi politiche o ambientali, sfidano enormi pericoli sperando in un futuro migliore; dall’altra, i Paesi meta delle migrazioni, alle prese con l’invecchiamento dei propri abitanti e la scarsità di manodopera in settori come l’edilizia, l’agricoltura e i servizi assistenziali. L'”Atlante mondiale delle migrazioni” spiega come migrazione e sviluppo siano interdipendenti, ognuno causa e insieme effetto dell’altro, e come sia possibile una strategia che benefici il Paese d’origine, quello d’accoglienza e i migranti stessi.

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Anarchici ed editori. Reti scientifiche, editoria e lotte culturali attorno alla Nuova Geografia Universale di Elisèe Reclus

Autore: Federico Ferretti | Editore: Zero in conduct, 2011
La critica ha spesso considerato l’opera maggiore di Élisée Reclus, la Nouvelle Géographie Universelle, come un lavoro meno interessante rispetto ad altri titoli della produzione reclusiana. Sui 19 volumi di questa geografia enciclopedica ha pesato a lungo il pregiudizio che si trattasse di un’opera poco significativa dal punto di vista politico, sospettata anche di “censura” da parte dell’editore Hachette. Questo libro mira a ricostruire la genesi di un’opera che si intreccia con la storia della fondazione del movimento anarchico, perché ha visto al lavoro Svizzera francofona degli anni 1870 e 1880 un’équipe di geografi che erano allo stesso tempo fra i principali animatori della componente antiautoritaria della Prima Internazionale. Partendo dall’analisi di corrispondenze inedite, questo libro vuole collocare la geografia universale di Reclus nel suo corretto contesto storico, politico e culturale, per coglierne il significato politico al di là delle necessità editoriali e contingenti. 

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