Cartografie (in)esauste

Di: Laura Lo Presti | Editore: Franco Angeli, 2019 Sono le mappe delle tecnologie del potere destinate al controllo del territorio o delle rappresentazioni evocative

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Il disegno dell’Europa. Costruzioni cartografiche dell’identità europea

Autore: Mario Neve | Editore: Mimesis, 2016
Le carte geografiche sono oggetti che suscitano ancora curiosità, ma il cui potere persuasivo è tutt’altro che riconosciuto. La loro vera natura resta ancora dominio degli specialisti, anche grazie all’analfabetismo geografico indotto dalle riforme dell’istruzione. In effetti, le mappe hanno sempre fatto circolare fiducia in una determinata visione del mondo, quindi in una specifica lettura politica della realtà e, a volte, ne hanno reso possibile la progettazione.

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Reflexive cartography: A new perspective in mapping

Author: Emanuela Casti | Publisher: Elsevier, 2015
Reflexive Cartography addresses the adaptation of cartography, including its digital forms, to the changing needs of society. It outlines a shift in our way of conceptualizing maps: from a plastic metaphor of reality to solid tools that play the role of agents, assisting citizens as they plan their own living place and make sense of the current world.

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Piani sul mondo. Le mappe nell’immaginazione letteraria

A cura di: Marina Guglielmi e Giulio Iacoli | Editore: Quodlibet, 2013
Situate alla confluenza tra due diverse volontà di illustrare il reale, ovvero di codice iconografico e narratività, le carte sono piani d’azione dall’elevato potenziale immaginativo. Seguendo la loro comparsa nei testi letterari, il libro appronta un primo studio organico di tali durevoli innesti, in un ventaglio di esempi comprendente la transizione dai linguaggi cartografici medievali a quelli rinascimentali, testi chiave della teoria e della geografia culturale, classici della narrativa europea e italiana, romanzi della postmodernità e dell’orizzonte postcoloniale. La seduzione della mappa, le promesse di conoscenza e di potere incorporate dalle sue linee conducono gli scrittori a seguire il filo della fantasia, dando vita a trasfigurazioni accomunate da un’idea: rivendicare una visione personale della realtà, interpretare con acume e sensibilità i segni vari e dubbi nei quali si dispone la nostra percezione del mondo.

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La storia del mondo in dodici mappe

Autore: Jerry Brotton | Editore: Feltrinelli, 2013
Nel corso della storia le carte geografiche hanno modellato la nostra visione del mondo e il posto che vi occupiamo. In questo libro, Jerry Brotton sostiene che, lungi dall’essere meri strumenti della scienza, le mappe sono inevitabilmente descrizioni parziali e soggettive, intimamente legate ai sistemi di potere, all’autorità e alla creatività di tempi e luoghi particolari.

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La vista del mondo

Autore: François W.C. Trafford | Editore: Il Melangolo, 2013
Nella seconda metà dell’Ottocento quando, attraverso l’invenzione delle rappresentazioni panoramiche, dei grandi globi e della fotografia, esplode la diffusione dell’immagine geografica, in una tersa mattina di primavera un ignoto viaggiatore, salito sul monte a picco sul mare di Porto Venere e delle Cinque Terre, assiste a un fenomeno straordinario: l’amphiorama, ovvero la vista dell’intero pianeta.

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L’America dimenticata. I rapporti tra le civiltà e un errore di Tolomeo

Autore: Lucio Russo | Editore: Mondadori, 2013
La quasi totalità degli studiosi ha finora negato l’esistenza di antichi contatti tra l’America e il Vecchio Mondo, ma in questo libro, indagando su una questione apparentemente secondaria di storia della geografia (l’origine di un grossolano errore di Tolomeo), si dimostra che le fonti ellenistiche dell’antico geografo conoscevano latitudini e longitudini di località dell’America centrale.

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