Su questo sito segnaliamo nuove uscite di saggi di interesse geografico e alcune delle recensioni a questi saggi pubblicate sulla Rivista Geografica Italiana.

Anno: 2012

Lo spettacolo del confine. Lampedusa tra produzione e messa in scena della frontiera

Autore: Paolo Cuttitta | Editore: Mimesis, 2012
Questo libro spiega come un’isola possa essere trasformata in confine, e un confine in ribalta teatrale. L’isola è Lampedusa, di cui le politiche di controllo migratorio sviluppatesi nell’ultimo ventennio hanno esaltato il carattere di confine (la “confinità”) attraverso un lungo processo di “frontierizzazione” e, al tempo stesso, di spettacolarizzazione. Nel ripercorrere le tappe di questo duplice processo, l’autore ne evidenzia le narrative prevalenti, che oscillano tra la retorica securitaria e quella umanitaria.

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Watching Vesuvius: A History of Science and Culture in Early Modern Italy

Author: Sean Cocco | Publisher: Chicago University Press, 2012
Mount Vesuvius has been famous ever since its eruption in 79 CE, when it destroyed and buried the Roman cities of Pompeii and Herculaneum. But less well-known is the role it played in the science and culture of early modern Italy, as Sean Cocco reveals in this ambitious and wide-ranging study. In Watching Vesuvius, Cocco argues that this investigation and engagement with Vesuvius was paramount to the development of modern volcanology. He then situates the native experience of Vesuvius in a larger intellectual, cultural, and political context and explains how later eighteenth-century representations of Naples—of its climate and character—grew out of this tradition of natural history. Painting a rich and detailed portrait of Vesuvius and those living in its shadow, Cocco returns the historic volcano to its place in a broader European culture of science, travel, and appreciation of the natural world.

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Carte come armi. Geopolitica, cartografia, comunicazione

Autore: Edoardo Boria | Editore: Nuova cultura, 2012
Le carte geografiche mostrano le forme del potere sul territorio ma sono anche strumenti di quello stesso potere. Lo rappresentano e allo stesso tempo lo esaltano, consapevolmente o meno. Con linguaggio accessibile e l’ausilio di molte immagini a colori, questo libro vuole introdurre a un tema che, pur collocandosi in un campo di studi oggi centrale nelle scienze sociali quale quello della dimensione simbolica del potere, risulta ancora troppo poco analizzato: la spazialità del potere e le sue espressioni cartografiche. Lo fa raccontando storie e tratteggiando personaggi, ma ambisce ad essere molto più di una semplice raccolta aneddotica: vuole infatti ricostruirne l’evoluzione storica, a partire da quei prodotti cartografici a cavallo tra scienza e arte eredi della tradizione rinascimentale fino alle sperimentazioni grafiche delle carte geopolitiche di oggi. 

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L’altro e l’altrove. Antropologia, geografia e turismo

Autore: Marco Aime e Davide Papotti | Editore: Einaudi, 2012
Mai come negli ultimi decenni il turismo è diventata un’attività che si nutre di immagini e di immaginari. Viviamo in una società fortemente mediatizzata, che produce un’enorme quantità di immagini finalizzate alla conoscenza e al consumo di luoghi e persone, che diventano patrimonio condiviso delle varie «comunità» turistiche e si trasformano via via in una sorta di icone. Partendo da approcci disciplinari diversi ma convergenti, come quello dell’antropologia culturale e della geografia, Marco Aime e Davide Papotti mettono in luce alcuni dei meccanismi che portano alla costruzione degli immaginari relativi a luoghi, spazi, eventi e dimensioni di vita esotiche.

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La geografia culturale e sociale dei giochi

Autore: Matteo Di Napoli | Editore: Unicopli, 2012
Il gioco è una modalità di espressione delle società, della loro cultura e del loro rapporto con il territorio. Sapere come e perché diversi gruppi umani vivono la propria ludicità aiuta a comprendere come essi si relazionano al proprio ambiente. La geografia dei giochi è, infatti, geografia della diversità e del contatto culturale: insegna come i popoli hanno dialogato tra di loro nel corso della storia, che cosa hanno imparato gli uni dagli altri e che cosa hanno rifiutato delle culture differenti dalla propria.

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Nord. Una città-regione globale

A cura di: Paolo Perulli | Editore: Il Mulino, 2012
L’agglomerazione delle attività produttive e la divisione mondiale del lavoro spingono da tempo verso la formazione di città-regioni globali. La crisi in atto potrebbe ulteriormente accelerare questo processo, per la necessità di concentrare le risorse. Un fenomeno che sta avvenendo anche nel Nord italiano, principale piattaforma economica del paese. Non la Padania pseudo-identitaria e localista ma, al contrario, una regione molto aperta, a scala sovralocale. La dimensione della rete (di città, di imprese, di infrastrutture, di servizi, di conoscenze, di flussi), che per sua natura non si lascia circoscrivere, diventa cruciale, insieme alla capacità di cooperare e competere alla pari con analoghe città-regioni in Europa e nel mondo.

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Cartografie del tempo. Una storia della linea del tempo

A cura di: Daniel Rosenberg e Anthony Grafton | Editore: Einaudi, 2012
Il tempo viene per lo più rappresentato sotto forma di linea: la metafora lineare è onnipresente in almanacchi, calendari, tabelle e grafici di ogni genere. Anche se nella sua forma moderna non ha nemmeno 250 anni, la linea del tempo fa talmente parte del nostro bagaglio culturale che si fatica a pensare ci sia stata un’epoca in cui l’abbiamo acquisita per la prima volta. “Cartografie del tempo” è la prima storia completa delle rappresentazioni grafiche del tempo in Europa e negli Stati Uniti dal 1450 a oggi. Dai manoscritti medievali fino all’era di internet, il volume prende in considerazione una vasta gamma di linee temporali che con le loro forme danno vita a emozionanti narrazioni

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Il territorio bene comune

A cura di: Alberto Magnaghi | Editore: Firenze University Press, 2012
La conversione ecologica e territorialista come risposta strategica alla crisi è il tema di fondo di questo libro. «Il ritorno al territorio» come valorizzazione dei beni comuni patrimoniali (ambientali, insediativi, paesaggistici, socioculturali) che fondano l’identità e gli stili di vita di ogni luogo della terra, richiede: di riconnettere saperi frammentati in una scienza del territorio che affronti in modo integrato i problemi del degrado socio-territoriale e ambientale; di elaborare nuovi indicatori e politiche del benessere e della felicità pubblica, fra cui il paesaggio come misura della qualità dei mondi di vita delle popolazioni; di accrescere gli strumenti di democrazia locale e di federalismo solidale; di restituire centralità al mondo rurale nel produrre cibo sano, salvaguardia idrogeologica, risanamento ecologico, qualità urbana e paesaggistica, economie integrate.

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Il capitalismo contro il diritto alla città. Neoliberalismo, urbanizzazione, resistenze

Autore: David Harvey | Editore: Ombre corte, 2012
Che cosa vuol dire “diritto alla città”? Questa domanda sembra inseparabile da una serie di altre questioni, quali quelle relative al tipo di città che vogliamo, al tipo di persone che vogliamo essere, ai rapporti sociali cui aspiriamo, al rapporto che intendiamo promuovere con la natura, con le tecnologie. Il diritto alla città non può essere ridotto a un diritto individuale di accesso alle risorse concentrate nella città stessa: dev’essere piuttosto il diritto a cambiare noi stessi cambiando la città, in modo da renderla conforme ai nostri desideri. In questa prospettiva, è importante analizzare come, nel corso della storia, siamo stati modellati e rimodellati da un processo di urbanizzazione frenetico, animato da potenti forze sociali e costellato da violenti fasi di ristrutturazione urbanistica, così come da resistenze a cui queste ristrutturazioni hanno dato origine. Si può dunque cogliere l’assoluta attualità della tesi di Henri Lefebvre: il processo urbano è essenziale per la sopravvivenza del capitalismo.

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L’Amazzonia e la foresta

Autore: Teresa Isenburg | Editore: Jaca Book, 2012
Per chi pone lo sguardo su una carta geografica fisica dell’America del Sud, l’attenzione è subito attirata dalla vasta e continua estensione pianeggiante dell’Amazzonia. Il verde della rappresentazione iconografica si collega, nella mente dell’osservatore, a immagini di fiumi maestosi e copertura arborea imponente punteggiate da piccoli gruppi di uomini e donne piumati: una narrazione ripetuta, senza quasi cambiamenti, per circa mezzo millennio.

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